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Bayer USA

Comunicato Stampa, 19 ottobre 2010
Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania)

Bayer USA: licenziamenti e lotta ai sindacati

solo il 14% dei lavoratori Bayer negli Stati Uniti hanno un contratto collettivo / i sindacati sistematicamente espulsi dalle fabbriche della Bayer / proteste all'impianto di Berkeley / enorme sconto fiscale per la Bayer

Malgrado l'assicurazione della Bayer che "i nostri dipendenti hanno la possibilità di formare corpi di rappresentanza in tutti i nostri siti" (Rapporto di Sostenibilità della Bayer, 2009), la Compagnia, specialmente negli USA, conduce aggressive campagne contro i sindacati. Solo il 14% dei lavoratori della Bayer nel Nord America, ha contratti di lavoro collettivi riguardanti la paga e le condizioni di lavoro. E' la percentuale più bassa di tutti i lavoratori della Bayer nel mondo contro il 42% in America Latina e l'88% in Europa.

Axel Köhler Schnura del gruppo Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania), che da oltre 30 anni monitorizza le attività della Compagnia, dice: "La Bayer ha ormai una lunga storia di precedenza data al profitto contro diritti dei lavoratori. E' uno scandalo che il 45% dei dipendenti della Bayer non siano protetti da un contratto di lavoro collettivo. Il basso indice di sindacalizzazione risulta in paghe più basse e licenziamenti più facili".

La Bayer ha annunciato il licenziamento di lavoratori iscritti ai sindacati nel suo impianto di Berkeley in California. La fabbrica è uno degli ultimi impianti della Bayer con presenza sindacale. Circa 150 lavoratori hanno protestato fuori dalla fabbrica malgrado le minacce contro quelli che fossero andati alla manifestazione. Lo scorso anno la Compagnia ha ricevuto uno sgravio fiscale di 10 milioni di dollari dalle amministrazioni di Berkeley e Oakland. In precedenza la Bayer aveva minacciato di affidare parte della produzione a una ditta esterna. L'impianto di Berkeley è l'unico che produce il Kogenate, un prodotto ematico della Bayer, le cui vendite, nel corso dell'anno passato, hanno raggiunto gli 888 milioni di Euro.

Donald Mahon del sindacato International Longshore and Warehouse Union di Oakland così commenta: "La Compagnia ci ha detto che i licenziamenti sarebbero stati nell'ultimo trimestre e con un preavviso di 45 giorni. Ci hanno dato un preavviso di 2 giorni, i licenziamenti erano il doppio di quelli previsti e sono avvenuti nel terzo trimestre. Ci hanno anche minacciato che, se fossimo ricorsi a un tribunale, avrebbero fatto ulteriori licenziamenti e riscritto le distinte delle attività in modo da escludere dalla produzione i lavoratori sindacalizzati".

Ai dipendenti che pensano di formare un sindacato, la Bayer dice i sindacati mettono a rischio i posti di lavoro e minaccia la chiusura delle fabbriche dove le maestranza sono organizzate. Una minaccia che si è spesso concretizzata. Nel 2007 la Bayer ha chiuso un impianto farmaceutico a West Haven nel Connecticut, col licenziamento di 1500 lavoratori altamente specializzati iscritti ai sindacati. Sempre nel 2007 la fabbrica di polimeri di New Martinsville è stata ridotta di dimensioni e circa la metà dei lavoratori sindacalizzati è stata licenziata con o senza indennizzi. L'impianto di Eikhart in Indiana, con una forza lavoro di oltre 2200 dipendenti, in gran parte sindacalizzati, è stata quasi completamente chiusa. Delle oltre 50 fabbriche della Bayer in Nord America, quelle che sono ancora sindacalizzate si contano sulle dita di una mano.

La Bayer ha più di 18.000 dipendenti in Nord America e circa un quarto delle sue vendite complessive avvengono negli USA. Più che nel proprio paese, la Germania.

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