deutsch
english
francais
italiano
espanol
Photo
Moria di Api

12 Marzo 2009

Appello al Governo Italiano

Moria di api: Bando permanente per i pesticidi tossici

Il 16 settembre 2008, la Commissione Consultiva per i Prodotti Fitosanitari ha emanato un Decreto Ministeriale di sospensione cautelativa dei pesticidi thiamethoxan, clothianidina, imidaclopride e fipronil, utilizzati nel trattamento di concia delle sementi. Questi pesticidi sono collegati alle morie di api in tutto il mondo e sono già stati banditi in Francia, Germania e Slovenia.
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso delle tre holdings leader nella produzione degli agrofarmaci: Bayer, Syngenta e Basf. Per il momento l'uso dei pesticidi in questione è stato sospeso per un solo anno.

Lo sfondo
L'inizio delle vendite dei pesticidi appartenenti a una nuova classe di sostanze chiamate neonicotinoidi, come l'imidaclopride e la clothianidina, è coinciso con forti morie di api, prima in Francia e in seguito anche in Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Polonia, Inghilterra, Slovenia, Grecia, Belgio, Canada, USA e Brasile. In Germania, come in Francia e in Italia, quasi il 50% delle api sono morte. Anche le api selvatiche e altri insetti hanno sofferto significative perdite di popolazione in questo periodo di tempo. Nella sola Francia in 10 anni sono morte circa 90 miliardi di api e la produzione del miele ha sofferto un calo fino al 60%.
Le sostanze attive imidaclopride e clothianidina sono prodotte dalla Bayer e sono usate principalmente nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais. Le sostanze sono insetticidi sistemici, che si diffondono dal seme alla pianta arrivando fino al polline e al nettare e danneggiando insetti benefici come le api. A causa della loro elevata persistenza i neonicotinoidi possono rimanere attivi nel terreno per molti anni. Secondo la Agenzia per la Protezione dell'Ambiente degli Stati Uniti (EPA) l'imidaclopride e la clotianidina sono "fortemente tossici" per le api mellifere.
Con vendite annuali per quasi 800 milioni di euro, l'imidaclopride e il clothianidina sono tra i prodotti più importanti della Bayer. Questa è la ragione per cui la Bayer si oppone ad ogni proibizione del loro uso, malgrado i seri danni ambientali
In Francia la maggior parte delle applicazioni di imidaclopride sono state vietate già nel 1999. Nel 2003 il Comité Scientifique et Technique, voluto dal governo francese, ha dichiarato che il trattamento dei semi con l'imidaclopride comporta un rischio significativo per le api. Nel 2008 le autorità francesi hanno respinto la domanda della Bayer per l'approvazione della clothianidina.
Nel maggio del 2008, gli apicoltori nel sud della Germania, hanno riferito perdite dei due terzi delle loro api e alcuni di essi addirittura di tutti i loro alveari. Anche gli altri insetti sono diminuiti di numero. Gli esami eseguiti sulle api hanno evidenziato che il 99% di quelle esaminate mostrava un accumulo di clothianidina. La sostanza era stata applicata ai semi di mais dolce seminati lungo il Reno.
L'Ufficio per la Protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare (BVL) tedesco ordinava l'immediata sospensione di otto prodotti per il trattamento dei semi, tra cui imidaclopride, clothianidina e thiamet.

Appello al Governo Italiano

Gli individui e le associazioni sotto elencati fanno appello al Governo Italiano perché il bando temporaneo all'uso degli insetticidi neonicotinoidi sia trasformato in un bando permanente. E' questo l'unico modo di proteggere veramente le api.

Adesioni
Aderiscono alla richiesta di imporre una messa al bando permanente agli insetticidi che mettono a rischio la popolazione apiaria:

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer
Forum Ambientalista Toscana
Gaia Club Val d'Elsa Sienese
Settimana del Miele Montalcino
Italia Nostra – Siena
Maddalena Berrino, Forum Ambientalista Piemonte
Franco Libero Manco, Associazione Vegetariana

Per aderire: copiare l'appello su un messaggio di posta elettronica indirizzato a CBGnetwork@aol.com e completare con nome, indirizzo e-mail e eventuale associazione di aderenza.