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Moria di api

UnaApi: ministero della Salute pende dalla Bayer

Roma, 16 lug (Velino) - Sempre più aspra la polemica tra le istituzioni e le associazioni apistiche riguardo alle cause che provocano la moria di api che sta registrando, ormai da alcuni anni, la perdita di molti alveari in Italia e nel mondo. Tra le numerose concause che potrebbero determinare la strage, i ricercatori puntano l'indice sui neonicotinoidi, pesticidi sistemici usati in agricoltura, prodotti dalla Bayer, dalla Basf e dalla Syngenta. Secondo alcuni studi i neonicotinoidi entrerebbero nel ciclo vitale delle piante persistendo fino al momento della fioritura quando le api vanno a imbottinare. I fiori diventerebbero, secondo questa ipotesi, un inganno fatale per i preziosi insetti. "Il responsabile del ministero della Salute non sa, o meglio fa finta di non sapere, quanto è universalmente noto oramai da molti anni e che è stato confermato in vari gradi di giudizio dalle più alte sedi con varie e autorevoli pronunce giudiziarie del paese d'oltralpe. La procedura d'autorizzazione di tali principi attivi come concianti del seme è mancante di precisi adempimenti normativi comunitari inerenti l'imprescindibile determinazione dei fattori di rischio (HQ)". Questo quanto afferma al VELINO il presidente dell'Unione nazionale delle associazioni degli apicoltori UnaApi Francesco Panella a proposito di quanto dichiarato nei giorni scorsi al VELINO da Antonio Consolino, direttore dell'ufficio dei prodotti fitosanitari del ministero della Salute.

Consolino aveva infatti spiegato, in seguito a una riunione sulla moria di api avvenuta il 3 luglio scorso tra il ministero della Salute, il ministero dell'Agricoltura e il ministero dell'Ambiente che "non ci sono i presupposti per la sospensione cautelativa dei neonicotinoidi. Non è emersa alcuna causa di responsabilità diretta dei pesticidi in questione nella moria di api e per questo verificheremo cosa ha spinto la Francia ha procedere nella direzione della sospensione cautelativa visto che, a quanto mi risulta, Oltralpe le api continuano a morire". È dura la risposta di Panella: "È evidente che al ministero della Salute sono abituati solo a controfirmare i dossier tecnici sottoposti dalle grandi multinazionali dalle quali pendono senza dignità. Quanto detto da Consolino è esattamente quello che vuole la Bayer".

Secondo il presidente dell'associazione apistica "il responsabile di tale spudorata ignoranza e inadempienza non si è però limitato a tale sbandierata nullafacenza ma ha fatto proprie in toto le argomentazioni proposte da tempo da Bayer & C affermando a proposito della sospensione d'uso dei neonicotinoidi nei concianti in Francia che nonostante questo provvedimento le api continuano a morire anche oltralpe. "In prima battuta verrebbe da chiedere al responsabile ministeriale quali siano le sue fonti sullo stato degli allevamenti apistici francesi visto che gli mancano quelle basilari inerenti il suo lavoro e la sua responsabilità istituzionale in merito a un dossier che non è certo basato sulle dicerie". Il quesito cui dovrebbero però rispondere, secondo UnaApi, il dottor Consolino e i sostenitori di tale primitiva tesi è se tale approccio dovrebbe valere per tutte le problematiche sanitarie. "Nessuno in Italia ha mai sostenuto che le problematiche sanitarie negli allevamenti apistici dipendano unicamente e solamente dai trattamenti insetticidi, di cui il nostro paese ha, purtroppo, il triste primato europeo d'utilizzo, ma che alcuni di questi possono essere una inaccettabile aggravante dello stato del già precario equilibrio delle api e che possano subdolamente turbarne il delicato bioritmo e infine che i loro effetti sulle api devono essere colti quali punta dell'iceberg di una incompatibilità micidiale per gli insetti utili e le diverse forme di vita necessarie all'equilibrio ambientale".

Secondo il presidente dell'associazione apistica, "le posizioni assunte dal dottor Consolino sono in linea con l'eterno scarica barile basato su argomentazioni trite e vacue per cui siccome sono tanti i fattori critici, non c'è nessun colpevole lasciando mano totalmente libera a chi trae da questa situazione notevoli profitti. "Ci piacerebbe che il ministero della Salute avesse l'onestà intellettuale di rispondere in modo non evasivo a quattro semplici quesiti", ha proseguito Panella. "La procedura di autorizzazione dei neonicotinoidi è corretta e completa? Se questo è vero come mai la potente lobby di Bayer & C. ha perso la causa contro gli apicoltori e i loro scarsi mezzi? Come mai in Francia l'autorizzazione d'uso di tali prodotti è sospesa per tutte le culture d'interesse apistico? Visto che ad oggi in Italia - continua Panella - a mesi dai fatti, non sono neanche state consultate le associazioni apistiche che hanno denunciato le gravi problematiche di spopolamenti negli apiari della padana qual è il grado di conoscenze del ministero della Salute dello stato degli allevamenti apistici italiani"? Panella si chiede inoltre se il ministero della Salute sia a conoscenza dei vari, "e oramai datati, studi scientifici che documentano in modo inoppugnabile una rilevante e inaccettabile dispersione del principio attivo dei concianti neonicotinoidi" nei cantieri di semina, oppure "afferma forse che non è stato accertato scientificamente in Italia nella scorsa primavera alcun campione d'api, proveniente da alveari gravemente spopolati, intossicate da neonicotinoidi"?

Oltre alle reiterate segnalazioni degli apicoltori e delle associazioni ambientaliste da tempo giacciono senza risposta le interrogazioni parlamentari della senatrice dei Verdi e capogruppo in commissione Agricoltura Loredana De Petris e del presidente della commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera Ermete Realacci (Dl). "Ciò nonostante l'ufficio del ministero della Salute deve ancora verificare, acquisire e studiare", ha aggiunto Panella. Sulla stessa linea è De Petris che ha scritto, ancora una volta, al ministero della Salute interrogandosi sui motivi che non hanno permesso ancora, dopo tanti anni, di arrivare a una soluzione per prevenire la moria di api che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. "Come parlamentari e come cittadini abbiamo diritto a una risposta in merito al rischio per le api e per l'ambiente rappresentato dai pesticidi della classe dei neonicotinoidi, e vogliamo capire per quale motivo il ministero della Salute, attraverso gli istituti pubblici di ricerca, non ha ancora compiuto approfonditi accertamenti scientifici su questa delicata materia", dichiara la senatrice dei Verdi nel sollecitare il ministero della Salute ad una risposta formale alle molte segnalazioni ricevute sul rischio per gli alveari rappresentato dalla diffusione dei neonicotinoidi. "La mia prima interrogazione parlamentare sul tema - dichiara la senatrice - risale a più di tre anni fa e non ha ancora ricevuto risposta, mentre le associazioni degli apicoltori hanno inoltrato molteplici esposti a tutti gli enti competenti segnalando le strage di api in coincidenza con trattamenti fitosanitari praticati con questi prodotti". Secondo De Petris, "è un grave errore sottovalutare il rischio per l'ambiente e per l'agricoltura rappresentato dalla morte negli alveari. In Francia, applicando correttamente il principio di precauzione, hanno già sospeso dal commercio i pesticidi in questione; in Italia è giusto pretendere tempestività e chiarezza". (Edoardo Spera)