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Antitrust

16/05/2003, Federazione Italiana Medici

L'Antitrust multa cinque "big" della farmaceutica

Maxi multa da 30,5 milioni dell'Antitrust a cinque aziende produttrici di test diagnostici per la rilevazione del diabete. L'accusa: hanno fatto cartello sui prezzi, anche ostacolando e boicottando le gare pubbliche indette dalle Asl. La sanzione per violazione della concorrenza ha raggiunto Roche Diagnostics (9 milioni di multa), Ortho Clinic Diagnostic (7,5 milioni), Bayer (6 milioni), Menarini (6 milioni) e Abbott (2 milioni), che detengono la quasi totalità del mercato italiano dei test di rilevazione della glicemia nel sangue.
L'Antitrust ha rilevato nei fatti anche la "partecipazione attiva" di Assobiomedica, l'associazione di categoria, che peraltro non ha subito alcuna sanzione e che sostiene di aver avuto un ruolo "inteso a propriziare il miglior servizio nell'interesse dei pazienti".

L'istruttoria del Garante è stata avviata nel 1998 in seguito a cinque denunce (di tre Asl, di un cittadino e di una società di settore) che avevano segnalato comportamenti anomali. Dalla capillare indagine svolta dall'Antitrust, accompagnata da accertamenti sul territorio e conclusa col rapporto di 89 pagine diffuso ieri, è emersa a carico delle cinque aziende "un'unica strategia diretta a eliminare il confronto concorrenziale relativamente al prezzo delle strisce reattive, discutendo e concordando a questo fine i comportamenti da tenere".

In un mercato, sottolinea il provvedimento dell'Authority, che dal 1996 al 2001 è cresciuto del 90% per volumi di vendita (da 72,2 a 157 milioni) e per numero di pezzi (le strisce per i test domestici), e che per il 71,6% è fatto di vendite in farmacia e per il 28,4% di acquisti fatti direttamente dalle strutture pubbliche. Un mercato in crescita esponenziale, considerato che la patologia del diabete è tra quelle in massimo aumento: nel 2000 gli italiani diabetici "diagnosticati" erano 1,7 milioni, il 3% della popolazione.

L'"ampio coordinamento" delle politiche commerciali delle cinque società, afferma l'Authority, si sarebbe realizzato in "tre distinti comportamenti", che hanno finito per arrecare un "conseguente e significativo pregiudizio" per l'acquirente pubblico "in termini di maggiori costi sopportati" dal Ssn.

La prima violazione delle cinque imprese sarebbe consistita nell'avere "impedito, ostacolato, o comunque alterato" le procedure di gara delle Asl, fino a boicottarle, allo scopo di "eliminare il confronto concorrenziale" e, così, cercare di "scoraggiare la distribuzione diretta delle strisce" da parte delle Asl, preferendo evidentemente la vendita attraverso il canale delle farmacie.

La seconda accusa di violazione della concorrenza e del mercato è stata individuata nelle azioni delle aziende che avrebbero "coordinato le condizioni d'offerta" delle strisce nonostante le richieste delle associazioni dei farmacisti, finendo per "eliminare un possibile confronto competitivo".

Il terzo comportamento anomalo consiste infine nella definizione "congiunta", da parte delle imprese condannate al maxi risarcimento, di "un prezzo unico di cessione delle strisce da applicare alle farmacie nell'ambito della distribuzione diretta" degli stessi test di rilevazione della glicemia.

"Numero e importanza economica delle società coinvolte" ma anche le stesse caratteristiche del mercato, afferma l'Antitrust, rappresentano "indici rilevanti di gravità delle infrazioni". Anche di qui la decisione di comminare pesanti pene pecuniarie, contro le quali ora le aziende potranno ricorrere davanti alla giustizia amministrativa.